1993
Il primo Sportage. Kia irrompe in Italia

Apre la strada al mondo dei SUV

2004
Seconda serie: ora si fa sul serio

Si trasforma in una vera auto, arrivano i grandi numeri

2010
Terza serie: spaventa tedeschi e giapponesi

L’età della maturità e del successo globale

2016
Nuovo Sportage, nuova rivoluzione

Si rinnova completamente, senza guardarsi indietro

Per comprendere le ragioni che generano un qualsiasi fenomeno bisogna sempre cominciare dalla storia. Non si scappa. Quindi per capire fino in fondo come il Kia Sportage sia riuscito a diventare, nel giro di un quarto di secolo, un fenomeno planetario, con numeri di vendita pazzeschi, dobbiamo riavvolgere il nastro fino all'inizio. Per tornare alle porte degli anni '90, quando Kia, almeno in Europa, era un marchio quasi del tutto sconosciuto.

Oggi forse non sono in tanti a ricordarselo. Ma alla fine del secolo scorso bastava camminare per le strade delle grandi città per imbattersi in uno Sportage. Un traguardo inimmaginabile per un marchio venuto da lontano e appena sbarcato in Italia. Raggiunto per di più quando non esisteva nemmeno una rappresentanza ufficiale dei coreani nel nostro Paese, con le Kia che iniziavano a varcare i nostri confini soltanto grazie alla lungimiranza di un importare (Koelliker a Milano). L'attuale Kia Motors Company Italy infatti, controllata direttamente da Kia Motors Europe, arriverà soltanto nel 2011. Ma andiamo con ordine, quando tutto è cominciato...

1993
Il primo Sportage. Kia irrompe in Italia

Apre la strada al mondo dei SUV

Quando nasce il primo Sportage (JA) Kia è un marchio ancora poco conosciuto in Italia. Ma lo sarà ancora per poco. La prima generazione infatti è destinata a diventare un vero e proprio successo al di là di ogni aspettativa, tanto che per averne una bisogna aspettare per mesi interi. La sua fortuna è quella di introdurre il concetto di fuoristrada compatto, ideale anche per la città. Un po’ come la Suzuki Vitara. Sotto però non è ancora un SUV moderno. L’architettura infatti, basata sul veicolo commerciale Mazda Bongo, è quella di un vero fuoristrada nudo e crudo, con ponte rigido posteriore, telaio a longheroni, marce ridotte e motore longitudinale. Oltre che in Corea, viene prodotto su licenza dalla Karmann in Europa, divenendo il primo modello Kia ad essere assemblato nel Vecchio Continente. Oltre al classico 2.0 benzina, si può avere anche un 2.0 turbo diesel con distribuzione a 8 valvole. Ne verranno prodotti, solo per l’Europa, quasi 65.000. Un traguardo che sembrava impensabile per un marchio che si era affacciato da pochissimo sul panorama europeo.

2004
Seconda serie: ora si fa sul serio

Si trasforma in una vera auto, arrivano i grandi numeri

Nel 2004 Kia è diventato, nel giro di pochi anni, un marchio automobilistico maturo. E’ il momento quindi di fare sul serio con Sportage e di abbandonare la vecchia architettura, ormai sin troppo obsoleta, per passare ad una scocca portante di impronta squisitamente automobilistica. Il nuovo Sportage, che nasce sulla base della cugina Hyundai Tucson, sfrutta una piattaforma derivata dalla Elentra (alias Kia Cerato), con ruote indipendenti. La trazione integrale rimane, ma è più moderna. Sviluppata dagli specialisti di Borg Warner non è più offerta in abbinamento a marce ridotte e lavora in maniera intelligente grazie al controllo elettronico. I motori a benzina, sviluppati questa volta da Hyundai, sono un quattro cilindri 2.0 da 141 CV e un V6 da 2.7 litri e 175 CV. In Europa però il successo è garantito dal 2.0 turbo diesel da 140 – 150 CV sviluppato dall’italiana VM Motori di Cento (FE) e prodotto su licenza da Hyundai-Kia in Corea. Nelle versioni più evolute è dotato di turbina a geometria variabile e filtro anti-particolato. Non mancano dispositivi di sicurezza ormai fondamentali come ABS, controllo elettronico di trazione e stabilità e gli airbag laterali e per la testa. Il successo è ormai planetario, lo Sportage II (JE) sarà prodotto complessivamente in 860.000 esemplari. I modelli europei vengono realizzati in Europa, nello stabilimento di Žilina, in Slovacchia.

2010
Terza serie: spaventa tedeschi e giapponesi

L’età della maturità e del successo globale

Questa volta basta iniziare da un numero. 105.000 unità vendute in Europa solo nel 2015. Questo è il traguardo raggiunto dallo Sportage di terza generazione (SL), ormai diventato il modello Kia più venduto di sempre nel Vecchio Continente, dopo aver stracciato ogni tipo di record. Il motivo del suo successo va ricercato prima di tutto nel design, azzeccatissimo, di Peter Schreyer, vero artefice della rinascita del marchio Kia. Linee taglienti e spigolose hanno regalato allo Sportage III un aspetto decisamente sportivo, che ha rapito il cuore di moltissimi italiani. Kia ormai è un marchio noto, che ha conquistato la fiducia dei clienti con i 7 anni di garanzia, proposta di fatto unica sul mercato.

 

Per questo è arrivato il momento di puntare finalmente anche sulla qualità, che ora ha quasi raggiunto i principali competitor europei. Sportage ormai è un’auto raffinata e matura. La trazione integrale intelligente è sviluppata con Magna ma i motori sono realizzati tutti in house da Hyundai-Kia. Si parte con il 1.7 CRDi, vero cavallo di battaglia, soprattutto in Italia, per passare ai più generosi 2.0 turbo diesel. Ma non manca anche un moderno benzina 1.6 GDI, che per di più diventa il primo motore al mondo a sfruttare l’iniezione diretta di GPL grazie agli specialisti di BRC.

2016
Nuovo Sportage, nuova rivoluzione

Si rinnova completamente, senza guardarsi indietro

Per il modello di quarta generazione (QL) i coreani decidono di non sfruttare il maxi-successo della terza serie. Come al solito tirano una bella riga sopra al vecchio progetto e si re-inventano da zero un nuovo Sportage. Scommettendo su tutto: dal design, alla qualità passando per i motori. E’ una rivoluzione. Il nuovo modello è completamente diverso rispetto al passato, ma ancora più ambizioso. Il design è molto più articolato e pensato per regalare una nuova presenza al SUV medio coreano. Oggi è più possente, massiccio, ma probabilmente dividerà gli appassionati. In compenso non ha paura di guardare dall’alto in basso modelli ben più blasonati di lui. Aumenta lo spazio per passeggeri e bagagli, mentre la qualità lascia ancora una volta a bocca aperta i costruttori europei, anche quelli più radicati, magari con una storia centenaria alle spalle. La tecnologia diventa sempre più protagonista a bordo, ma non manca un maggiore occhio di riguardo al piacere di guida. Grazie al nuovo servosterzo e alla scocca più rigida, si può quasi arrivare a parlare di piacere di guida. Ma i coreani sorprendono anche per l’offensiva nel campo dei motori. Un tempo li compravano dagli altri, ora sono loro a venderli a terzi. Basta questo dettaglio per capire le proporzioni di crescita di questo costruttore. Sul nuovo Sportage debutta il nuovo 1.6 turbo GDI ad iniezione diretta che, come se non bastasse, è abbinato all’inedito automatico a doppia frizione con 7 rapporti. Ah, quasi dimenticavo. Ovviamente sia motore che cambio sono progettati, sviluppati e costruiti direttamente da Hyundai-Kia. Ma dopo una storia come questa, sorprenderci con i coreani, è diventata quasi una routine.

Capitolo 1Pensa in grande
Capitolo 3Ti sfido tra le curve. Di cosa sarai capace?
Nuovo KIA Sportage - Ti sfido tra le curve. Di cosa sarai capace?